Il nuovo ciclo dell’S&P500 modifica gli scenari di breve periodo, ma non cancella i rischi del secondo semestre.
Nel 2008 Michael Burry entrò nella storia.
Aveva previsto il più grande crollo finanziario degli ultimi decenni.
Quello che molti dimenticano è che aveva ragione… con molti mesi di anticipo.
Nel frattempo subì drawdown importanti, perse la fiducia di numerosi investitori e dovette sopportare una pressione enorme.
Ed è proprio questa la differenza fondamentale.
Prevedere un grande ribasso è relativamente semplice.
Prevedere quando inizierà è immensamente più difficile.
L’analisi pubblicata oggi, riservata agli abbonati di Traders’ Magazine, parte proprio da questa domanda.
Il nuovo ciclo intermedio dell’S&P500 sembra ormai essersi avviato e modifica in modo significativo gli scenari che avevamo ipotizzato fino a poche settimane fa.
Nell’articolo analizziamo:
• perché riteniamo concluso il precedente ciclo intermedio;
• i nuovi algoritmi temporali di agosto e settembre;
• le principali resistenze individuate attraverso il mercato delle opzioni;
• le probabilità statistiche del secondo semestre negli anni di Mid-Term;
• e soprattutto quale potrebbe essere il percorso che porterà, nei prossimi anni, verso il grande minimo del ciclo a 18 anni.
Non cambia la prudenza.
Cambia il calendario delle probabilità.
Ed è proprio il calendario, spesso, che fa la differenza tra una buona analisi e una buona operazione.
L’articolo è disponibile da oggi nell’area riservata agli abbonati di Traders’ Magazine.
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Con particolare attenzione al sistema sull’oro, oggi tornato protagonista dei mercati.
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Maurizio Monti
44 anni sui mercati
Editore di Traders’ Magazine
Fondatore dell’Istituto Svizzero della Borsa







