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Il VIX sta preparando qualcosa

Settembre comincia nell’incertezza. Ma la sua ultima parte racconta una storia diversa.

Settembre è storicamente uno dei mesi più difficili per il mercato americano.

Ma questo non significa che debba necessariamente cominciare con un ribasso.

Anzi.

 

Il problema potrebbe non essere come settembre comincia, ma come finisce.

Dopo il discorso di Warsh a Jackson Hole, possiamo discutere quanto vogliamo di inflazione, tassi e politica monetaria.

Ma quando dobbiamo costruire una strategia, le opinioni non bastano. 

Dobbiamo tornare ai numeri.

E questa settimana i numeri ci raccontano una storia particolarmente interessante.

L’S&P 500 entra nella quinta settimana del ciclo intermedio a 14-24 settimane e nella ventiduesima del ciclo a 50 settimane.

Il trend principale rimane rialzista e, temporalmente, il ciclo maggiore potrebbe avere ancora spazio davanti a sé.

Ma sul breve periodo abbiamo un problema ancora irrisolto. 

 

Che cosa ha individuato l’algoritmo del 28-31 agosto? Un massimo?

Oppure deve ancora formarsi il minimo che potrebbe riportare successivamente il mercato verso il trend rialzista?

Venerdì l’S&P 500 future è arrivato a 7.782,50 per poi essere respinto e chiudere nell’area 7.720-7.725.

E la candela lasciata sul grafico è una pin bar ribassista.

Gli opzionisti aggiungono altri elementi.

7.680 emerge come supporto di breve. 7.750 come prima resistenza.

Più sotto continua ad aspettare la media mobile a 50 periodi intorno a 7.600, mentre rimane valido il potenziale obiettivo a 7.582.

Ma c’è un altro mercato che in questo momento mi interessa ancora di più.

Il VIX. È sceso fino a 14,13. 

E abbiamo quindi analizzato che cosa è accaduto storicamente alla volatilità durante le diverse fasi di settembre.

Prima, seconda e terza decade, ed estensione fino al 7 ottobre.

È qui che emerge qualcosa di interessante.

Nella terza decade di settembre il VIX è salito 22 volte su 35. 

Ma soprattutto, negli ultimi 18 anni, è salito 15 volte.

E quando estendiamo l’analisi dal 21 settembre al 7 ottobre, la frequenza rimane 22 casi su 35, ma aumentano considerevolmente le possibili escursioni della volatilità: storicamente sono arrivati movimenti superiori al 50%. 

Questo non significa che settembre debba crollare.

Significa qualcosa di molto più utile:

le probabilità non sembrano distribuite nello stesso modo durante tutto il mese.

Nell’analisi riservata agli abbonati di questa settimana mettiamo insieme: cicli, algoritmi temporali, analisi grafica, posizionamento delle opzioni e 36 anni di stagionalità del VIX.

 

Per cercare di rispondere a due domande:

che cosa può accadere nei primi venti giorni di settembre?

E soprattutto:

che cosa potrebbe cambiare nell’ultima decade?

 

 

P.S. L’11-14 settembre avremo il prossimo algoritmo temporale.

E un’altra finestra sta cominciando a formarsi verso la fine del mese.

Se queste indicazioni troveranno conferma, la parte più interessante di settembre potrebbe essere proprio quella che oggi il mercato sembra preoccuparsi meno di guardare.

La prossima Classroom è martedì 1 settembre, che cosa aspetti ad abbonarti a Traders’ e alle Classroom?

 

 

Maurizio Monti
44 anni sui mercati
Editore di Traders’ Magazine Italia
Fondatore dell’Istituto Svizzero della Borsa